.it, .com o .eu: quale estensione per un'attività italiana che vende all'estero
Chi può registrare un .it, un .com o un .eu, cosa comunicano ai clienti, quanto costano da mantenere e come scegliere quando l'azienda è italiana ma i clienti sono anche fuori dall'Italia.
Un'azienda italiana che vende anche all'estero si trova davanti alla stessa scelta: il sito va su un .it, su un .com o su un .eu? La risposta breve è "dipende da dove sono i clienti"; la risposta utile richiede di sapere chi può registrare ciascuna estensione, cosa comunica e cosa costa nel tempo. Ecco il confronto.
Le tre estensioni a confronto
| .it | .com | .eu | |
|---|---|---|---|
| Gestore | Registro .it (CNR, Pisa) | Verisign, regole ICANN | EURid |
| Chi può registrarlo | persone e organizzazioni stabilite in UE, SEE, Regno Unito, Svizzera, Vaticano, San Marino | chiunque | residenti o stabiliti in UE/SEE e cittadini UE |
| Cosa comunica | azienda italiana, prodotto italiano | azienda internazionale | azienda europea |
| Nomi corti ancora disponibili | pochi | quasi nessuno | qualcuno |
| Trasferimento tra registrar | con codice di autorizzazione, nessun blocco di 60 giorni | con codice, blocco di 60 giorni dopo registrazione o cambio titolare | con codice |
I requisiti sono quelli pubblicati dai registri: Registro .it per i .it, EURid per i .eu. Per i .com non ci sono requisiti di residenza.
Il dominio .it: la scelta per chi vende in Italia
Il .it è l'estensione che un cliente italiano digita per primo. Dice "siamo qui", con una sede e una partita IVA italiane, e per un ristorante, uno studio professionale, un negozio o un'azienda che lavora soprattutto in Italia è la scelta naturale. Ha anche un vantaggio pratico: i .it si trasferiscono tra registrar in pochi giorni, senza il blocco di 60 giorni dei .com.
Il limite è la percezione all'estero: un cliente tedesco o americano legge il .it come "sito italiano", il che è un pregio se vendi prodotto italiano (food, moda, design, turismo) e un ostacolo se vendi software o servizi dove l'origine non conta.
Il dominio .com: la scelta per chi vende nel mondo
Il .com è l'estensione predefinita: quando una persona non ricorda l'indirizzo, prova il .com. Per un'azienda che fattura la maggior parte all'estero, o che vuole farlo, è quasi obbligatorio averlo, anche solo per proteggere il nome. Il rovescio: i nomi corti e di senso compiuto sono registrati da decenni, e un .com buono si trova quasi solo sul mercato secondario, cioè già registrato.
Il dominio .eu: quando ha senso
Il .eu dice "azienda europea". Funziona per chi vende in più paesi dell'Unione senza volersi presentare come italiano, francese o tedesco: servizi B2B, logistica, consulenza, progetti con partner in più stati. Ha due limiti: fuori dall'Europa è poco conosciuto, e dopo la Brexit non può più essere intestato a soggetti stabiliti solo nel Regno Unito. Nei nomi è ancora possibile trovare qualcosa di buono libero, ed è spesso l'estensione più economica da mantenere.
Una regola pratica per scegliere
- Clienti soprattutto in Italia: .it come dominio principale. Il .com, se disponibile a un prezzo sensato, come redirect, per proteggere il marchio.
- Clienti soprattutto all'estero: .com come dominio principale, .it per la versione italiana o come redirect.
- Clienti in più paesi UE, B2B: .eu o .com come principale, .it per l'Italia.
- Prodotto italiano venduto all'estero (food, vino, moda, design): il .it è un argomento di vendita; il .com protegge il nome.
Qualunque sia la scelta, due cose non cambiano: il nome deve essere lo stesso su tutte le estensioni che usi, e il sito deve avere una versione in inglese se vuoi clienti esteri. Per questo i domini "gemelli" (stesso nome, .it e .com) hanno un valore maggiore della somma dei due: se ti interessa un bundle, scrivici e facciamo un prezzo.
Il nome conta più dell'estensione
Prima di scegliere l'estensione, scegli il nome: corto, pronunciabile, senza trattini, legato a quello che fai. Un buon nome su un .it batte un nome mediocre su un .com. Se il nome che vuoi è già registrato, nel catalogo trovi nomi con storico, intestati a te subito, al pagamento.
Quanto costano da mantenere
Il costo di mantenimento annuale cambia da registrar a registrar, ma gli ordini di grandezza sono stabili: pochi euro per un .eu, intorno ai dieci per un .it e un .com. Su SeeURL il primo anno di mantenimento del dominio e dei DNS è incluso nel prezzo; dal secondo anno il costo è indicato nella scheda. Il prezzo è IVA inclusa; un'azienda estera con partita IVA paga il netto e riceve fattura senza IVA.
Un'azienda estera può comprare un .it?
Sì, se è stabilita in un paese dell'Unione europea, dello Spazio economico europeo, nel Regno Unito, in Svizzera, nel Vaticano o a San Marino. Un'azienda con sede negli Stati Uniti non può intestarsi un .it direttamente, mentre può registrare e comprare un .com senza limiti. È uno dei motivi per cui nel nostro catalogo i domini .it vanno soprattutto ad aziende italiane e i .com all'estero.
Hai scelto l'estensione? Vedi i domini .it in vendita o i domini .com; per un consiglio sul nome chiama il +39 02 500 427 87.