Quanto vale un dominio: i fattori che contano davvero
Lunghezza, parola chiave, estensione, storico, vendite comparabili: come si stima il valore di un nome a dominio, quali strumenti usare e perché due nomi simili possono valere cifre molto diverse.
"Quanto vale il mio dominio?" è la domanda che riceviamo più spesso, insieme alla sua gemella: "perché questo nome costa 3.000 euro e quello 300?". Non esiste un listino, ma esistono criteri stabili, gli stessi che usiamo per dare un prezzo ai domini del nostro catalogo. Questa guida li mette in fila, con i numeri dove i numeri esistono.
Il valore di un dominio: da cosa dipende
Un dominio vale quanto un'azienda è disposta a pagare per usarlo come proprio nome. Tutto il resto, parole chiave, estensione, storico, serve a stimare quella disponibilità. In ordine di peso:
1. Lunghezza e pronunciabilità
Un nome che si dice al telefono senza spiegazioni vale di più. Conta il numero di caratteri, ma conta ancora di più la forma: una o due parole di senso compiuto, nessun trattino, nessun numero, nessuna doppia ambigua. "Caffè" è meglio di "cafe-shop24".
2. La parola chiave
Se il nome coincide con quello che le persone cercano ("ristorante", "hotel", "consulenza"), chi lo usa parte con un vantaggio di riconoscibilità e di click. Attenzione a un mito: il dominio con la parola chiave non garantisce da solo un posizionamento più alto su Google; aiuta la memorabilità e il tasso di click, e questo si misura.
3. L'estensione
A parità di nome, .com e .it valgono di più delle estensioni meno note, perché sono quelle che le persone digitano senza pensare. Per un'attività italiana il .it è la scelta naturale; per vendere all'estero il .com. Ne parliamo nella guida .it, .com o .eu.
4. Lo storico
Anno di prima registrazione, siti che vi hanno puntato, citazioni: un dominio registrato nel 2008 e mai usato per spam ha un'autorità che un nome nuovo non ha. Si controlla con Wayback Machine e con il WHOIS (per i .it, il Web WHOIS del Registro .it; per gli altri, lookup.icann.org).
5. Il settore
Un nome per la finanza, le assicurazioni o il software vale più dello stesso nome per un hobby, perché l'azienda che lo userà ha margini più alti e un cliente che vale di più.
Una scala indicativa
Con la cautela del caso, perché ogni nome fa storia a sé, ecco le fasce che ritroviamo nelle vendite reali e nel nostro catalogo:
| Tipo di nome | Esempio di forma | Fascia indicativa (IVA inclusa) |
|---|---|---|
| Nome inventato, brandizzabile, 6–10 lettere | una parola nuova che suona bene | 300 – 1.500 € |
| Due parole di settore | parola + parola, .it o .com | 500 – 3.000 € |
| Una parola comune, estensione secondaria | una parola, .net / .eu | 500 – 2.500 € |
| Una parola comune, .it | una parola italiana di uso comune | 1.500 – 10.000 € |
| Una parola comune, .com, in inglese | una parola inglese generica | da 5.000 € a cifre a sei zeri |
Le vendite pubbliche di domini si consultano sulle cronache di settore (per esempio il Domain Name Industry Brief di Verisign per i numeri di mercato). Per un nome italiano i dati pubblici sono pochi: per questo contano le vendite comparabili di chi opera in Italia.
Gli strumenti di valutazione automatica: a cosa servono
Esistono stimatori online che danno un valore in pochi secondi. Sono utili per un primo orientamento e per confrontare due nomi tra loro; sono poco affidabili sul valore assoluto, perché non sanno chi è il compratore. Due regole per usarli bene:
- Guardare l'ordine di grandezza, non la cifra: "qualche centinaio" o "qualche migliaio" è l'informazione utile.
- Diffidare dei valori alti per nomi lunghi o con trattini: gli algoritmi premiano le parole chiave e ignorano la pronunciabilità.
Il valore per chi vende e il valore per chi compra
Chi vende un dominio ragiona sul prezzo massimo; chi compra, su quanto gli farà risparmiare. Per un'azienda la domanda giusta è: quanto mi costa non averlo? Un nome con il trattino o una grafia insolita si paga ogni giorno in spiegazioni al telefono, email sbagliate, clienti che finiscono sul sito di un altro. Visto così, un dominio da 2.000 euro che evita tutto questo per vent'anni costa meno di 10 euro al mese.
È il motivo per cui su SeeURL ogni scheda mostra, oltre al prezzo, la valutazione di mercato del nome e la differenza in percentuale: non un prezzo barrato, ma il confronto con quanto quel nome costerebbe altrove.
Come compriamo e come prezziamo i nostri domini
I circa 1.000 domini in catalogo sono di proprietà di Nexia S.r.l., azienda italiana di Milano: li abbiamo scelti uno a uno per nome, storico e settore, e il prezzo che vedi è quello che paghi, IVA inclusa, con il primo anno di mantenimento compreso. Un'azienda estera con partita IVA paga il netto. Si può pagare a rate fino a 24 mesi senza interessi, e il dominio viene intestato a te subito, al pagamento (con le rate, all'ultima rata). Non siamo intermediari: nessuna trattativa con terzi, nessuna commissione, fattura di Nexia S.r.l.
Vuoi un parere su un nome? Chiama il +39 02 500 427 87 (lun–ven 9–19, ora italiana) o vedi i domini in vendita: ogni scheda riporta prezzo e valutazione di mercato.